Irene e Max

18 03 2008
Questa settimana riprendiamo a giocare con la luce artificiale attraverso i flash Canon della serie EX: il 580 come master in camera ed il 430 come slave in posizione disassata.
I soggetti di questi scatti sono Irene e Massimo, entrambi artigiani, lavorano il metallo per creare gioielli in materiali come rame, bronzo, argento e materiali di riciclo, potete osservare le loro creazioni e capire meglio le iniziative della loro bottega visitando il sito www.uroburo.it.
E’ stato proprio commissionando loro un ciondolo che ho notato lo sguardo luminoso di Irene, la sua simpatia mi ha trasmesso una sensazione di solarità. Dopo vari appuntamenti guastati dal brutto tempo siamo riusciti ad incontrarci per fare qualche scatto durante la pausa pranzo; all’iniziativa si è unito Massimo, una sagoma simpaticissima!!
Il parchetto che ha ospitato gli scatti volanti di Willy è stata la location anche per questo incontro: diaframmando a tutta apertura ho potuto escludere dall’inquadratura le persone e gli oggetti sullo sfondo, al contrario a diaframmi medi è stato un muro ricco di graffiti colorati a fare da fondale.
Il trucco di Irene era veramente minimo e si è limitato a del mascara per evidenziare gli occhi, un aggiunta di matita verde ed un leggero fondotinta opaco per mascherare le imperfezioni della pelle e ridurre gli spot luminosi dei flash.
Come ogni modella non professionista è servito qualche tempo per sciogliere la tensione e posare in maniera più naturale, Massimo si è immediatamente prodigato con barzellette e gag esilaranti che mi permettevano di cogliere Irene con degli scatti a sorpresa.
Lavorando quasi sempre a tutta apertura con sensibilità di 200 ISO i tempi di scatto si aggiravano tra 1/2000 ed 1/8000 di secondo, per poter scattare correttamente a queste velocità i flash devono funzionare in alta sincronia in maniera da impressionare in modo uniforme il sensore. Dopo la prima verifica a display delle foto mi sono accorto che la luce dei flash era troppo piatta, così li ho sbilanciati sottoesponendo di uno stop il 580 sulla fotocamera e sovraesponendo di due stop il 430 posizionato a 45° oppure 70° rispetto al master. In questo modo il viso riacquista parte della sua tridimensionalità ma lascia in ombra gli occhi. Avrei dovuto aggiungere un pannellino sotto il mento per riempire le orbite oculari ma non avendolo a disposizione sono andato avanti a scattare così come stavo facendo. Un promemoria da tenere bene in mente è quello di diffondere maggiormente la luce proveniente dal flash frontale.
Dopo Irene è stato il turno di Massimo, che è un bell’omone!! Vederlo tatuato e con i piercing potrebbe incutere timore, così gli ho detto: “Fammi un espressione da duro, arrabbiato.” Ma nonostante ci provasse scoppiava subito in una coinvolgente risata!
Ho intenzione di scattare ancora con Massimo perchè è molto naturale e rende la sessione leggera e divertente.
Alla prossima!!

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