Controllare il territorio: ovvero dedicare del tempo alla fotografia senza fare foto.
Uno degli aspetti essenziali nel fotografare fauna in libertà, è conoscere molto bene il territorio: alcuni animali rimangono bene o male nella stessa zona durante tutto l’anno, altri si spostano stagionalmente, addirittura anche nell’arco di una singola giornata la mattina si trovano in un posto e la sera in un altro. Per comprendere come e dove osservare esistono essenzialmente due strade, camminare oppure ingaggiare delle spie!!
- Camminare, battere la montagna in lungo e in largo, porre attenzione alle tracce lasciate dagli animali e seguirle fuori dal sentiero; fare attenzione agli escrementi, saperli riconoscere, osservare gli alberi, i rami spezzati e mangiati, dedurre dalla loro altezza e tipologia chi potrebbe essere passato di li. Conoscere i punti d’acqua, quali si asciugano durante la stagione estiva e quali no. Tutto questo è solo una piccola parte di quello che dovremmo imparare ad osservare durante ogni singola passeggiata, anche il giretto del dopo cena nella radura dietro casa può riservare delle ottime sorprese. D’altra parte è vero che non si può girare sempre senza una meta ed una minima idea dell’ambiente prediletto dall’animale che stiamo cercando aiuta a fare una cerrnita dei luoghi. Per questo motivo è essenziale avere una minima infarinatura sull’etologia della fauna locale così come trovare il tempo ( ed il piacere) di uscire a delle ore del giorno insolite ai più: la mattina presto ed il tardo pomeriggio. Personalmente quando voglio fotografare arrivo sul posto quando è ancora buio se devo stare in appostamento oppure, poco prima che albeggi quando faccio caccia vagante, al contrario la sera dalle 17 a quando viene buio completo è tutto tempo buono. Se invece voglio controllare delle tane oppure esplorare una nuova zona, cerco di ritagliarmi una giornata od una mezza giornata, sfrutto le ore centrali per avere più luce e per non disturbare gli animali durante le ore di massima attività (la mattina presto e la sera). Se individuo un particolare che mi suggerisce la presenza di qualcosa allora mi fermo o torno nei giorni successivi per appostarmi. Anche quando si è in macchina la sera tardi, procedendo a velocità moderata si possono individuare tutti i punti di passaggio utilizzati da volpi, tassi ed ungulati come cervi e cinghiali per spostarsi e da questi risalire alle zone potenzialmente utili.
- Avvalerisi di spie fidate: creare relazioni con chi abita in zone distanti dalle vostre e che può ogni giorno tenere d’occhio gli animali ed i loro spostamenti, gli orari del giorno e le attività insolite. In questo modo si demanda tutta la fase di controllo lasciando liberi di concentrarci altrove senza occupare il tempo di altre persone che si limitano a riferirvi solo ciò che vedono.
Tutte queste operazioni diventano ora più importanti che mai per poter arrivare preparati all’autunno, le foglie cadranno lasciandoci liberi di vedere molte più bestie e gli animali stessi si avventureranno di più in campo aperto ed a quote inferiori per cercare nuove risorse alimentari. Se sappiamo già quali prati e radure occupano cinghiali e caprioli di certo avremo delle maggiori possibilità.
Le sere di questa settimana sono state dedicate proprio a questa attività di controllo ed alla relazione con nuovi controllori: quel che ne è risultato è stato una nuova pozza frequentata dai cinghiali, un controllore che sta osservando una famiglia di caprioli, una tana di tasso ed una di volpe ed un paio di nuove radure. Come sempre la fotocamera ed un tele leggero è bene averli con se anche in queste occasioni, così ecco un paio di scatti sono saltati fuori:
Fagiano femmina probabilmente affetto da androginia
Capriolo maschio nel prato nuovo

Scoiattolo ( Sciurus Vulgaris) sopra la nuova pozza frequentata dai cinghiali









