“Sabato mattina: sveglia rilassata, autobus, autostop e finalmente in cammino tra i boschi. La neve caduta da venerdi copre la montagna con circa 25-30 cm; macino i primi 400 metri di dislivello nel bosco, le raspate lasciate da cervi e cinghiali sono impressionanti per la loro estensione, come se gli animali fossero stati colti da panico per la prima seria nevicata. La nebbia avvolge gli alberi e sopra ,il cielo è grigio e carico, confido ricominci a nevicare ma appena uscito dal bosco inizia piovere goccioloni pesanti. Cammino un altra ora, coprendo altri 400 m. di dislivello sotto l’acqua; spero di incontrare qualche camoscio intento a scavare ma nulla. L’acqua intanto penetra i vestiti e la sento sulle spalle, è tempo di rimettere la fotocamera nello zaino e tornare a valle.”
Peccato. La camminata mi ha veramente rilassato ed è stato molto interessante poter lasciare il sentiero e laciarsi guidare dalle tracce degli animali: ho scoperto una valletta ricca di passaggi svelati dalla neve. D’altra parte, avevo veramente voglia di portare a casa qualche buono scatto ma l’unica operazione eseguita sulla macchina, è stato formattare la scheda prima di iniziare a camminare.
Vi posto uno scatto di qualche settimana fa per scacciare il freddo nelle ossa: uno degli ultimi raggi di sole su alcuni rami protesi verso l’acqua. Il contrasto con il lago scuro fa sembrare l’albero spoglio un ricamo dorato.
1/500 @ F/5,6 – ISO 1000 , Canon eos 1D Mark II . Canon Ef 70-200 2,8 L USM + Ef 2x








