Liberatoria privacy

29 03 2008

Un brevissimo post per comunicarvi che ho inserito nella pagina Tutorial,Guide ed Utili Link, il form scaricabile in formato word, utile come liberatoria da far firmare ai soggetti che riprendete. Capisco sia una noia ogni volta compilare questo foglio ma è bene tutelarsi.  Se volete approfondire l’argomento potete trovare ottime risposte all’indirizzo www.fotografi.org.

A presto!





Ospiti primaverili

28 03 2008
Ah! Finalmente è cominciata la primavera, non che le altre stagioni valgano meno ma è normale e biologicamente programmato provare una sana ed inspiegabile contentezza. Il sole è più caldo, le giornate si allungano, prugni e ciliegi selvatici cominciano a colorare il bosco. Il mistero della vita ricomincia anche quest’anno.
Dopo una Pasqua cittadina passata a Como torno a casa e con grande sorpresa scopro che lo stagno creato diversi anni fa, si è arricchito di nuovi ospiti: una massa gelatinosa delle dimensioni di una pagnotta galleggia semiimmersa, attorniata dai pesci rossi che animano il piccolo specchio d’acqua.
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Sono uova di rana o di rospo, sinceramente adesso non ve lo saprei dire. Quale ghiotta occasione per seguirne settimana dopo settimana l’evoluzione e la formazione della nuova generazione di Anuridi o Bufidi (rispettivamente le rane ed i rospi). In generale il periodo che intercorre tra la deposizione e la “schiusa”, se di schiusa si può parlare, è di 50 giorni; non sapendo quando la deposizione è stata fatta non ci resta che verificare a posteriori tale data, anche se, la pioggia di settimana scorsa potrebbe essere stata l’occasione giusta.
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In Italia sono presenti 8 specie di rane delle quali 3 dette verdi: Rana esculenta, Rana lessonae e Rana ridibunda; le altre 5 sono dette rosse: Rana latastei, Rana temporaria, Rana arvalis, Rana dalmatina e Rana Greca. Di queste le specie più diffuse nel territorio varesino sono la temporaria, la dalmatina e principalmente la esculenta.
Rana Temporaria
I girini nati da ogni deposizione sono circa 200 ma di questi ne sopravivvono meno della metà, completando la metamorfosi e raggiungendo lo stadio adulto in un tempo che varia dal mese e mezzo ai tre mesi. Fino a quel momento gli ospiti primaverili del mio stagno saranno forzatamente legati a questa pozza tre metri per due e profonda un metro e mezzo. La comodità della zona di osservazione mi permetterà di aggiornarvi settimanalmente su come si evolverà la nuova famiglia.
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Tutte le foto sono state scattate con Sigma 24-70 Ex Dg 2,8 Macro




Irene e Max

18 03 2008
Questa settimana riprendiamo a giocare con la luce artificiale attraverso i flash Canon della serie EX: il 580 come master in camera ed il 430 come slave in posizione disassata.
I soggetti di questi scatti sono Irene e Massimo, entrambi artigiani, lavorano il metallo per creare gioielli in materiali come rame, bronzo, argento e materiali di riciclo, potete osservare le loro creazioni e capire meglio le iniziative della loro bottega visitando il sito www.uroburo.it.
E’ stato proprio commissionando loro un ciondolo che ho notato lo sguardo luminoso di Irene, la sua simpatia mi ha trasmesso una sensazione di solarità. Dopo vari appuntamenti guastati dal brutto tempo siamo riusciti ad incontrarci per fare qualche scatto durante la pausa pranzo; all’iniziativa si è unito Massimo, una sagoma simpaticissima!!
Il parchetto che ha ospitato gli scatti volanti di Willy è stata la location anche per questo incontro: diaframmando a tutta apertura ho potuto escludere dall’inquadratura le persone e gli oggetti sullo sfondo, al contrario a diaframmi medi è stato un muro ricco di graffiti colorati a fare da fondale.
Il trucco di Irene era veramente minimo e si è limitato a del mascara per evidenziare gli occhi, un aggiunta di matita verde ed un leggero fondotinta opaco per mascherare le imperfezioni della pelle e ridurre gli spot luminosi dei flash.
Come ogni modella non professionista è servito qualche tempo per sciogliere la tensione e posare in maniera più naturale, Massimo si è immediatamente prodigato con barzellette e gag esilaranti che mi permettevano di cogliere Irene con degli scatti a sorpresa.
Lavorando quasi sempre a tutta apertura con sensibilità di 200 ISO i tempi di scatto si aggiravano tra 1/2000 ed 1/8000 di secondo, per poter scattare correttamente a queste velocità i flash devono funzionare in alta sincronia in maniera da impressionare in modo uniforme il sensore. Dopo la prima verifica a display delle foto mi sono accorto che la luce dei flash era troppo piatta, così li ho sbilanciati sottoesponendo di uno stop il 580 sulla fotocamera e sovraesponendo di due stop il 430 posizionato a 45° oppure 70° rispetto al master. In questo modo il viso riacquista parte della sua tridimensionalità ma lascia in ombra gli occhi. Avrei dovuto aggiungere un pannellino sotto il mento per riempire le orbite oculari ma non avendolo a disposizione sono andato avanti a scattare così come stavo facendo. Un promemoria da tenere bene in mente è quello di diffondere maggiormente la luce proveniente dal flash frontale.
Dopo Irene è stato il turno di Massimo, che è un bell’omone!! Vederlo tatuato e con i piercing potrebbe incutere timore, così gli ho detto: “Fammi un espressione da duro, arrabbiato.” Ma nonostante ci provasse scoppiava subito in una coinvolgente risata!
Ho intenzione di scattare ancora con Massimo perchè è molto naturale e rende la sessione leggera e divertente.
Alla prossima!!




Ambra al mio fianco.

13 03 2008
Eccoci qui finalmente, queste due settimane sono state ricche di impegni e di problemi di linea internet per cui ho saltato un paio di post. Vediamo di rifarci raccontandovi qualcosa di carino come, ad esempio le riprese fatte a febbraio assieme alla giovane promessa della fotografia nonchè mia pupilla Ambra.

Il 21 febbraio di ogni anno, i gruppi scout di tutto il mondo commemorano la nascita dell’ideatore di questo metodo educativo: Lord Robert Baden Powell; l’evento è chiamato Giornata del Pensiero e vi partecipano i ragazzi scout appartenenti alle diverse associazioni aderenti alla F.I.S. (Federazione Italiana dello Scoutismo) come AGESCI, CNGEI e SCOUT D’EUROPA. Anche quest’anno mi è stato chiesto di riprendere la cerimonia che consiste in una messa celebrata nella basilica di S.Vittore a Varese. Quale occasione migliore per chiedere una mano: essere da soli a scattare durante una cerimonia di questo genere, così come ad un matrimonio o battesimo, ti obbliga a saltare come un grillo da una parte all’altra della chiesa generando anche disturbo. In una situazione del genere l’assegnamento non è tanto riprendere il rito religioso in sè ma il clima globale dell’evento, bisogna concentrarsi contemporaneamente sia sui ritratti dell’assemblea che di quello che succede sull’altare (momenti forti, simboli).
Avere a fianco una persona fidata che può darvi una mano permette al contrario di dividersi il lavoro: uno pensa ai ritratti e l’altro alle riprese grandangolari, uno ruba qualche scatto tra la gente l’altro si concentra sull’altare, ecc.
E’ proprio quello che abbiamo fatto noi, Ambra ha secondo me un buon occhio e nonostante sia sempre modesta speravo veramente che accettasse l’invito. Capisco che trovarsi di punto in bianco ha riprendere un evento dove non puoi sbagliare induca un certo stato d’ansia, ma credo sia stato così per tutti no? E poi ero sicuro dei risultati, che di fatto, non hanno deluso! Lascerei parlare alcune immagini prima di riportare le riflessioni di lei fatte a posteriori.

“All’inizio,quando mi hai chiesto di aiutarti mi è venuto un mezzo infarto….io,a fare un servizio fotografico “serio”in una messa così seria?? E per di piu con una macchina professionale…!!
Quando mi spiegavi le cose da fare ero piu attenta che in una lezione di filosofia(l’unica in cui sto attenta) perchè avevo il terrore di perdermi qualcosa e fare qualche macello…non ti dico poi a fare i primi scatti di prova…mi venivano tutti mossi e bruciati…ho sperato fino all’ultimo che arrivasse l’altro ragazzo che doveva assisterti…
Poi è iniziata la cerimonia…uno scatto,due….e la macchina si blocca…non funzionava piu…attimo di panico assoluto…la gente che avevo vicino si è accorta che c’era qualcosa che non andava e che continuavo a guardarmi in giro x incrociare il tuo sguardo…”ora mi uccide”…”gli ho rotto la macchina…aiuto…mi ammazza seriamente!”pensavo già a che lavoretto avrei fatto per ripagartela…poi va beh…fortunatamente l’hai sistemata…
Mi avrà aiutato il fatto di essere in chiesa e ho cominciato a rilassarmi: anche se tutti mi fissavano mentre vagavo x le panche, ci ho preso gusto, mi divertivo a prendere i bimbi di sorpresa e ancora di piu quando erano loro per primi a mettersi in posa e mi sorridevano. Provavo le differenze con o senza flash, sta di fatto che ero talmente immersa che mi sono persa tutti i momenti importanti che mi avevi detto di riprendere come il cambio della guardia, lo scambio della pace (lo facevano troppo veloce e perdevo le inquadrature). Forse mi sono lasciata scappare qualche bella occasione per la vergona o la paura di dar fastidio alle persone.
Per il resto mi sono divertita! E’ stata la messa più corta alla quale io abbia mai partecipato!
Grazie dell’intervista…se vuole le lascio il mio autografo!!! 🙂 ”

Brava Ambra! Se notate tutte le foto tele sono state scattate da lei mentre io scattavo in grandangolare, l’idea iniziale era proprio quella di sviluppare l’evento come un reportage alternando riprese strette a larghe ambientate, il mio giudizio è positivo e l’evento è completo proprio grazie a questa divisione del lavoro.
Una frase di Ambra mi lascia felicemente colpito: “.. Forse mi sono lasciata scappare qualche bella occasione per la vergona o la paura di dar fastidio alle persone..”; quanto è vero e quanto è difficile: spesso si crede che il maggior imbarazzo stia dalla parte del soggetto ma il fotografo dove lo mettete? In quel momento state prendendo senza chiedere ed è difficile superare questa fase in cui ci si sente quasi di chiedere scusa se fotografiamo. Tutto ciò mi lascia felicemente colpito perchè credo sia un corridoio obbligato per poter fare delle buone foto di ritratto ed in generale alla gente, è un nostro percorso che si sviluppa fino all’incontro con il soggetto, alla capacità di suscitare con uno sguardo quella complicità che restituisce lo scatto giusto senza infastidire ed essere inopportuni. E’ un paradosso ma dovremmo essere in grado di raccontare qualcosa di una persona senza conoscerla, quanto lavoro da fare su noi stessi e quanta pazienza prima di vedere i risultati…motivo in più per scattare, scattare, scattare!!
Alla prossima!!

P.s.: alcune note tecniche, le foto sono state scattate in parte con flash ad 800 ISO di sensibilità in parte in luce ambiente a 1600 ISO; Abbiamo utilizzato uno zoom Sigma 24-70 2,8 EX-DG ed un medio tele Canon 100 mm 2,8 Macro (lasciatemelo dire è un ottima lente da ritratto). Questo post potete leggerlo anche su Appunti Fotografici