L’arte dell’inganno

28 04 2008

Questo fine settimana è stato ricco di incontri: 4 caprioli, 2 cinghiali, una lepre, un upupa, tre poiane, due scoiattoli, diversi mufloni e diverse ghiandaie. Nonostante questo, il numero di scatti portati a casa è stato esiguo anche se un trucchetto usato al momento giusto ha fatto la differenza…

Parto dal principio raccontandovi dell’appostamento fisso di venerdi sera: la speranza era riprendere qualche cervo in una radura all’interno di una valletta ben esposta all’ultima luce del pomeriggio. Mentre mi dirigevo accompagnato da Serena sul luogo, una femmina di capriolo è saltata fuori da dietro un vecchio tronco e ci è sfuggita saettando tra gli alberi, ottimo inizio! Una volta appostati però l’attesa dell’ imbrunire non ha portato frutti, le foglie in movimento dietro il crinale rivelavano la presenza di almeno un paio di animali che hanno preferito ritardare l’entrata nel prato. Oramai la luce era insufficiente così decidiamo di smobilitare, ci togliamo di dosso la rete mimetica in finta foglia e torniamo verso la macchina, in lontananza si sentiva l’abbaiare di un maschio. Il verso del capriolo maschio è molto simile all’abbaiare di un cane, anche se più roco. Provo a rifargli il verso, lui risponde. Probabilmente ha pensato ad un rivale nello stesso territorio. In pochi minuti si dirige verso di noi spingendosi a circa quindici metri dalla nostra posizione. Purtroppo il flash era rimasto impostato in TTL così che le foglie del primo piano hanno ingannato la cellula bloccando il lampo flash prima che potesse raggiungere un intensità utile ad illuminare l’animale.

Peccato per la foto ma molto interessante il comportamento dell’ungulato che si è avvicinato ben oltre le mie aspettative fermandosi a studiarci per una decina di secondi prima di scappare nel bosco.

Il sabato pomeriggio mi trovavo in Valcuvia per altri motivi e la macchina fotografica non poteva che essere comunque al mio fianco, difatti è capitata più volte l’occasione di utilizzarla. La Valcuvia rimane isolata, anche se non totalmente, dalle restanti valli del luinese; queste proseguono senza soluzione di continuità verso la Svizzera consentendo un più semplice e massivo scambio di popolazioni. Ciò significa che il numero di animali in Valcuvia è significativamente minore, anche per la diversa estensione delle aree. L’altro lato della medaglia è che determinate popolazioni rimangono isolate senza la possibilità di espandersi e colonizzare nuovi ambienti. E’ il caso del muflone Ovis Musimon , introdotto artificialmente come animale da allevamento ha dato origine ad una contaminazione dell’ambiente ed ora conta una popolazione di più di un centinaio di individui. Fortunatamente isolata, difatti il muflone è come una grossa pecora senza predatori naturali, la caccia di selezione è tutt’ora l’unico sistema capace di contenerne il numero. Estremamente diffidente si sposta in branchi, l’avvicinamento è difficoltoso perchè molti più occhi ed orecchie sono attente al pericolo. Capita però di trovare anche piccoli gruppi di femmine con i piccoli, è stato il mio caso al limitare di un bosco di faggio: il fondo di foglie secche era molto rumoroso, difficile passare inosservati.. il trucco è stato l’inganno, ripetendo il verso del capriolo sono riuscito ad avvicinarmi fino a 25 – 30 metri senza insospettire due madri in compagnia di un piccolo ciascuna. Attraverso l’intrico di rami e foglie ho scattato al piccolo sfruttando i fortunati raggi di sole che filtravano esattamente sul giovane bovide.

Tecnica grezza ma efficace, per dirla tutta un aiuto è arrivato anche dall’essere in pieno controluce cosa che sicuramente contribuiva a confondere gli animali nei momenti in cui il mio piede faceva scricchiolare troppo rumorosamente i rametti nascosti tra le foglie.

Alla prossima avventura!

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Tramonto in alpeggio

21 04 2008

Questo fine settimana sono stato nel comasco, in particolare sul Monte Bisbino, una cima sopra Cernobbio; da qualche tempo a questa parte sto riscoprendo le zone del lago dei Promessi Sposi. Il sabato molto luminoso è andato via via coprendosi di nuvoloni carichi che preannunciavano la pioggia di questo inizio settimana. La situazione era quindi ideale per giocare con i chiaro scuri ed il sole in pieno controluce.

Non voglio dilungarmi quindi ecco di seguito tre scatti di questo fantastico tramonto.

Alla prossima!





Capriolo mordi e fuggi

17 04 2008

In questi giorni sono impegnato ad approfondire l’utilizzo di una videocamera ad alta velocità ( 1200 fps) e non ho ancora avuto modo di postare per il nostro appuntamento settimanale; lo faccio oggi raccontandovi quello accadutomi sabato scorso.

La giornata doveva essere dedicata a smezzare la legna tagliata questo inverno e rimasta ancora a terra, il brutto tempo però ha smorzato i miei buoni propositi dopo mezza giornata di lavoro. Così dopo avere cercato per l’ennesima volta le uova di rana inspiegabilmente sparite ho deciso di sfruttare le due ore a disposizione per recarmi in uno dei luoghi che preferisco per fare appostamenti agli ungulati: una valletta nascosta che contiene un ampio prato circondato di betulle ed una modesta pozza d’acqua corrente proprio al centro della depressione.

Il luogo è ideale per caprioli, cervi e cinghiali e spero presto di immortalare anche una volpe attirata dall’acqua. Non avendo molto tempo a disposizione non potevo pensare ad un appostamento fisso, una passeggiata per sgranchirmi le gambe e lo zoom 80-400 sarebbero bastati ad immortalare quello che la fortuna avrebbe messo lungo il mio sentiero. Difatti la fortuna ha fatto si che i tre elementi fondamentali del fotonaturalismo fossero al posto giusto nel momento giusto: l’animale, il fotografo e la luce. La luce soprattutto! La giornata era nuvolosa e da poco aveva smesso di piovvigginare, stavo percorrendo la stradina sterrata che porta alla zona di “caccia”, risalgo una collinetta ed apppena sbuco dalla parte opposta incrocio un maschio di capriolo (Capreolus capreolus) che brucava tranquillamente la prima erba della stagione. Non c’era fretta, non si era accorto della mia presenza, ricontrollo i parametri della fotocamera ed in quell’istante il cielo si apre ed il sole illumina la scena! Al diavolo le alte sensibilità dei cieli nuvolosi, scendo a 250 ISO e scatto. Peccato il rametto che copre i palchi, tre punte: è un maschio di più di due anni; un po’ spelacchiato a dire la verità ma sotto il lungo pelo invernale si intravede già il mantello lucido estivo. Riesco a riempire la scheda con una decina di scatti, dopo di che si accorge della mia presenza e mi studia per un po’ incuriosito; si rimette a brucare, “Bene” penso io “non mi considera una minaccia” potrò stargli dietro per un po’ e magari guadagnare terreno sui 30 metri che ci separavano.

Capriolo

1/4000 s @ f/5,6 – ISO 250

Capriolo2

1/3200 s @ f/5,6 – ISO 250

Che fotografo ingenuo! Era giusto l’ultimo morso d’erba prima di sparire con un salto nel sottobosco.





Going North

12 04 2008

Ieri sera, Venerdi 11 Aprile ho festeggiato il mio compleanno al Museo di Storia Naturale di Milano, è stata presentata l’anteprima dell’ultimo film di Eugenio Manghi: Going North. Un documentario che parla dei corridoi biologici e della loro importanza nel permettere gli spostamenti degli animali, obbligati a migrare oppure ad adattarsi al continuo innalzamento della temperatura del nostro pianeta. Il film è stato girato in alta risoluzione e diverse scene sono state possibili grazie a delle tecniche di ripresa studiate appositamente da Eugenio attraverso l’uso di speciali lenti grandangolari oppure con videocamere ad alta velocità ( 500 frame al secondo). Le immagini lasciano veramente senza fiato, i soggetti e la nitidezza sono stupefacenti! Un lavoro durato quattro anni, autoprodotto ed attorno al quale hanno ruotato esperti del settore e fotonaturalisti del calibro di Annalisa Losacco e Guido Bissattini. Diversi enti hanno partecipato attivamente a questa produzione della White Fox Communications: dalla Fondazione CIMA alla regione Lombardia, compresi gli enti parco del Ticino e del Lago Maggiore, Val Grande e molti altri di cui ora non ricordo il nome. Di seguito potete vedere il trailer del film:

Sul sito di RepubblicaTV trovate l’intervista che Antonio Cianciullo ha fatto ad Eugenio.

Complimenti ad Eugenio ed a tutti i suoi collaboratori! A presto!





Alegrafia: è on-line!

10 04 2008

Due post nello stesso giorno! Ma d’altra parte non potevo aspettare: è finalmente on line il blog dell’amico e fotografo Alessio Lo Piccolo. Vi consiglio di visitarlo, ne seguiremo assieme gli sviluppi e so già che non mancherà di stupirci.

Alessio

L’indirizzo è www.alessiolopiccolo.wordpress.com , sempre per rimanere in tema vi invito a visitare anche Appunti Fotografici, la community che raccoglie amatori e professionisti, giovani e vecchi, pellicola e digitale.





Caccia Fotografica con il brutto tempo.

10 04 2008

Mattinata libera, potrei rimanere a letto a dormire ma sarebbe veramente uno spreco di tempo. Per di più il fine settimana di appostamenti agli ungulati mi ha fatto portare a casa solamente una sgranatissima foto di capriolo femmina: il tempo non era dalla mia parte e scattare con il 400 mm duplicato alle 19 di sera con il cielo coperto era una partita persa fin dall’inizio. Motivo per il quale le ore mattutine che ho a disposizione torneranno sicuramente utili per dedicarmi agli schiamazzi amorosi delle Gallinelle d’acqua (Gallinula chloropus). Anche al centro di Milano, il fotonaturalista può consolare la sua brama di avventura all’interno dei giardini che ospitano un piccolo specchio d’acqua: è il caso del Parco Sempione del Castello Sforzesco. Gallinelle, anatre e Germani reali non mancano e fortunatamente, la vita cittadina non ne ha sopito gli istinti riproduttivi.
Apro la finestra e accidenti, il cielo è nuvoloso! Non sarà certo questo a fermarmi, è primavera e gli animali sono in fermento, certo non avrò una bella luce a disposizione ma qualche trucchetto nella tasca mi permetterà, se sarò fortunato di immortalare passeriformi, fringillidi e magari qualche ritratto di gallinella. Preparo il materiale e decido di portare con me lo zoom Tokina 80-400, il duplicatore Kenko 2x anche se poi non lo userò, il flash 430 Ex , cavalletto e bean bag; come corpo macchina opto per l’ammiraglia 1D Mark II, so già che dovrò lavorare ad alti ISO e potrò contare sul rumore contenuto della professionale fino a 1000 ISO.
Finalmente al parco, la luce è decisamente pessima, mi porto ad 800 ISO ed imposto l’esposimetro in lettura spot, il flash è sulla slitta e pronto all’uso. Come sempre lavoro in priorità dei diaframmi sottoesponendo di 2/3 di stop: questo mi permette di non bruciare le piume bianche degli uccelli e guadagnare qualche centesimo di secondo sull’otturatore. Anche il flash lo sottoespongo di uno stop per non farlo risaltare troppo, deve giusto dare contrasto e schiarire le ombre troppo marcate. Per di più il mio obbiettivo sono le gallinelle che hanno la testa nera, senza flash con la luce ambiente così diffusa dalle nubi non riuscirei mai a fargli risaltare l’occhio senza illuminatore. Il primo incontro però lo faccio sopra la mia testa, un piccolo passero è impegnato in un andirivieni frenetico dal buco in un tronco ai rami vicini. Ottima occasione!
Passero

Questo albero dovrò curarlo con attenzione, possiede diversi rami che si staccano dal tronco e potrebbero essere un ottimo appiglio dove posizionare un flash secondario che possa illuminare il nido lateralmente. La luce frontale non è infatti la scelta migliore.

Continuo a camminare ed arrivo al piccolo laghetto al centro del parco, la luce diffusa rende la superficie liquida color argento: la scelta della lettura spot risulta ottimale per gestire il lampo E-TTL II del flash che potrebbe essere facilmente ingannato dall’ampia superficie riflettente nel caso di una lettura esposimetrica più ampia.

Gallinella

I tempi di scatto sono al limite, variano tra 1/640 ed 1/800, ancora troppo lunghi: primo perchè mi trovo a scattare spesso sotto il tempo di sicurezza imposto dalla focale dell’obiettivo (utilizzando il tele sarebbe bene scattare a 1/(2*LunghezzaFocale.), secondo perchè le gallinelle scivolano sull’acqua con il collo allungato e la coda aperta, segno che si stanno per sfidare tra loro. Se non le avete mai osservate, rimarrete stupiti dalla velocità con la quale si rincorrono camminando letteralmente sul pelo dell’acqua!

Salgo a 1000 ISO e guadagno qualche frazione di stop sulla velocità di otturazione, ora posso permettermi 1/1250 di secondo e non è ancora il tempo che vorrei. Mentre mi preparo alle improvvise scaramucce delle piccole amiche nere, la mia mente viene rapita da una sorta di geometria creata dai germani che dormono. Proprio in quel momento il sole fa capolino dalle nubi scaldando la scena ed io non perdo l’attimo.

germani dormono

Peccato che questa luce non rimanga ancora, difatti basta aspettare qualche minuto che due maschi di gallinella si incrociano vicino alla riva: uno schiamazzo, frullare d’ali ed acqua che si solleva; in una frazione di secondo sono sulla terra ferma ad ingaggiare un combattimento al limite delle acrobazie shaolin.

combattimento gallinelle1

combattimento gallinelle2

combattimento gallinelle3

Come sempre, lavorare in fuoco manuale nelle riprese d’azione è molto limitante, se notate infatti non c’è mai il fuoco preciso in tutta la sequenza; d’altra parte bisogna cercare di spingere al meglio il materiale che si possiede a dimostrazione che si può cominciare a fare caccia fotografica anche con poco. Il risultato non sarà da catalogo ma se vi accontentate di osservare la natura e nel contempo fare esercizio, i risultati che si otterranno con una lente decente lasceranno felicemente contenti…sempre che stiate mettendo da parte il gruzzoletto per acquistarne una!! 🙂

Tornando alle foto rilfetto su cosa potrebbe essere migliorato in quelle condizioni: avrei potuto esporre in manuale sottoesponendo di due stop per guadagnare tempo di scatto e nel contempo avrei sovraesposto il flash per compensare la caduta di luce. Il risultato probabilmente sarebbe stato molto artificiale perdendo tutto lo sfondo, anche la chiusura del diaframma di uno stop avrebbe giovato alla profondità di campo mascherando in parte la perdita di fuoco ed estendendo il campo nitido ad entrambi gli animali.

Giusto per darvi un idea di come cambiano le cose con la luce del sole a favore, vi posto un ritratto di maschio di Germano reale scattato qualche giorno prima: lo scatto è stato eseguito addirittura con il duplicatore 2x montato, su cavalletto ed ovviamente senza flash.

germano reale

I dati di scatto sono 1/500 @ f/11 ISO 800 su Canon 20D no crop, il che signfica una focale equivalente di ripresa di 400 x 2 x 1,6 = 1280 mm. Non sempre si ha a disposizione questa luce ma questo non è certo un limite alla nostra voglia di fotografare! A presto!





Maternità

1 04 2008

Il post di questa settimana lo dedico a Christiana e al suo nuovo bimbo che tra pochi mesi verrà alla luce. A partire dal terzo mese di gravidanza abbiamo cominciato a scattare con cadenza bimestrale, è stato interessante non solo seguire come si modifica il corpo della mamma ma anche come cambia il proprio rapporto con la nuova situazione che coinvolge tutta la sfera emozionale.

La prima serie di scatti effettuata durante il terzo mese di gravidanza sono stati eseguiti in studio, come sempre improvvisato con quello che trovo sul luogo: tutte le immagini che vedete sono state lavorate esclusivamente in Lightroom; il fondale è una coperta di lana marrone, lo schema luci è costituito da due flash, una lampada alogena ed un pannello riflettente. Il primo flash è il solito Canon 430 Ex montato in macchina, il secondo è lo Starbliz GM azionato tramite servo cellula. Entrambi gli illuminatori sono rivolti verso sinistra dove si trova un telo argentato per diaproiezione, uno di quelli estraibili completo di cavalletto, è diventato subito il pannello riflettente. Christiana è posizionata al centro dello schema. La lampada alogena è servita come luce d’effetto per staccare il soggetto dal fondale.

schema-luci-chri.jpg

Il luogo dello scatto ha condizionato il tipo di foto che volevo fare: lo spazio era poco e il flash Starbliz non può essere regolato in potenza ma spara sempre al massimo, l’unico parametro su cui si può giocare è la sua distanza dal soggetto; non avendo metri utili da sfruttare tutta la scena era limitata in un quadrato 4 x 4 metri. La forte luce riflessa dei flash ha permesso di esporre correttamente Christiana e nel contempo di annerire completamente il fondale ottenendo l’effetto che vedete in foto. La luce d’effetto era regolata in modo da contrastare quel tanto che basta senza estrarre le pieghe della coperta del fondale.

Le riprese del quinto mese hanno completamente un altro stile, agli scatti ha partecipato anche Valerio, il marito di Christiana dandomi modo di giocare con delle pose divertenti.

In questo caso lo Starbliz è rimasto nella borsa lasciando spazio al 580 Ex, questo, come master comandava in wireless due 430 Ex posti alla destra e alla sinistra dei soggetti. Un pannello riflettente per riempire le ombre sulla pancia di Christiana non avrebbe guastato ma non avevo ha disposizione nulla che potesse essere utile.

Mancano all’appello il settimo ed il nono mese, chissà se non sarà l’occasione per scattare in high key?!

A presto e come dice un caro amico, Buona Luce!