Hey… sei ancora arrabbiata?

23 01 2009

Certi comportamenti animali sono proprio simili a quelli umani ( a volte è vero anche il contrario!!): all’inizio di questa settimana mi trovavo lungo la diga di Creva per effettuare alcune riprese video, sapendo che la zona è frequentata da diverse specie ornitiche ho pensato bene di mettermi a tracolla anche la fotocamera, non si sa mai cosa può capitare.

Difatti un poco distante da dove mi trovavo un insieme di uccelletti stava schiamazzando rincorrendosi di  ramo in ramo, mi avvicino e ne noto due in particolare che se ne stavano in disparte, credo siano maschio e femmina di Lucherino (Cardelius spinus) un uccello della famiglia dei fringillidi.

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1/400 s @ F/5,6 – ISO 800, Canon Eos 1D Mark II EF 70-200 mm F/2,8 L + EF2x

Lei sulla sinistra, impettita a guardare l’orizzonte, lui dietro, un po’ schivo che non sapeva o meno se avvicinarsi. Sembravano due innamorati che avessero appena litigato, me li sono immaginati così mentre il maschio chiede alla femmina “Hey….sei ancora arrabbiata?”

Ovviamente la bella lucherina dovrà fare un po’ la sostenuta ma credo ci piaccia immaginare che sia tutta una farsa…!!

A presto!!

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Spettri del bosco

16 12 2008

Sabato scorso sono partito abbastanza tardi, l’idea era una ciaspolata e magari qualche camoscio in mezzo alla neve, la giornata si è poi rivelata totalmente diversa.

A livello del lago c’è molta foschia, piove lentamente gocce grosse, di quelle che bagnano e ti lasciano zuppo da capo a piedi. Da diversi mesi non riesco più a dedicarmi con costanza al fotonaturalismo, le rare volte che sono uscito non ho portato a casa neanche uno scatto; mentre faccio queste riflessioni e sogno già qualche bel cinghiale che solleva polveroni di neve, il mio occhio si perde lungo la strada. Sono in macchina e guarda là….inaspettata una bella poiana (buteo buteo) zuppa d’acqua che se ne sta appollaiata su di un ramo. Faccio 500 m. tiro fuori il tele, giro la macchina e torno indietro a passo d’uomo: il bosco è fitto e le condizioni di luce sono pessime, nebbia e poca luce. Alzo la sensibilità a 1600 ISO e scelgo di lavorare in modalità spot in priorità dei diaframmi. So già che il rapace si insospettirà presto dell’automobile che procede così lentamente ed involerà, dovrò porre attenzione all’inseguimento ed ho bisogno che l’automatismo della fotocamera faccia il suo dovere senza bisogno della mia supervisione. Autofocus in All Servo e comincio a scattare mentre lei se ne sta ancora tranquilla sul ramo. La nebbia falsa l’esposizione, devo sovraesporre di 2/3 di stop per recuperare qualche dettaglio nei colori.

Oramai le sono quasi sotto e come previsto lei si invola, frizione schiacciata ed occhio al mirino…tra ta ta ta ta.. la raffica della Mark II le sta dietro senza problemi ma la direzione di volo la porta in pochi metri spalle all’obiettivo. E’ andata.

Pochi metri più avanti c’è uno spiazzo, lo sfrutto per girare la macchina e riprendere la strada per i monti. Non faccio a tempo a girarmi che un altro esemplare si lancia in mezzo all’intrico di rami: questioni di attimi, fotocamera, fuoco e scatto:

Uau! La giornata comincia bene, il soggetto non è nitidissimo ma l’ambientazione è spettacolare! Sembrano proprio spettri del bosco.

Arrivato ad Armio mi concedo un veloce aperitivo con Martina e poi una pasta rapida insieme agli amici Ribelli della Montagna. Ciaspole ai piedi e si parte, con più di un metro e mezzo di neve l’atmosfera è surreale, non c’è il minimo movimento, non si sente un rumore. Tutto è bianco e soffice, poche tracce nella neve, anche gli animali sono fermi tranquilli ad aspettare la notte, ora sono troppo vulnerabili.

Mi chiedo se qualche altro spettro dei boschi ci stia osservando tra i rami carichi di neve

Alla fine c’è chi non resiste alla tentazione di lanciarsi in quell’enorme tappeto bianco

Quando l’atmosfera si fa ancora più sospesa, rimango colpito dall’immobile attesa degli alberi

Ed ecco i valorosi che si sono lasciati trasportare dal fascino della montagna illibata

Alla prossima!

P.s.:  dopo riavvio totale del computer non sono ancora riuscito ad effettuare la calibrazione dei monitor, personalmente vedo una forte componente rossa ma potrebbe anche essere una dominante del mio sistema. Aspetto vostre confermeo smentite. Gracias!!





Passeriformi 2X

23 11 2008

Dopo l’acquisto alla fiera di Novegro, non ero ancora riuscito ad usare il duplicatore Canon 2x EF. L’occasione è arrivata oggi, seduto alla scrivania davanti al computer!

Nonostante il freddo la giornata è stata bellissima ed io sono rimasto bloccato alla sedia per concludere alcuni lavori: così mi sono detto perchè non sfruttare nel contempo la postazione privilegiata del primo piano sotto tetto? Cavalletto spianato, finestra spalancata ed ogni tanto un occhio agli alberi all’esterno. Tra un paragrafo ed un disegno tecnico qualche foto ci è scappata, di seguito quattro foto ottenute con Canon EF 70-200 2,8 L USM + duplicatore Canon 2x EF.

Pettirosso ( Erithacus rubecola) 1/160 s @ F/5,6 – ISO 1000

Merlo ( Turdus Merula) 1/100 s @ F/5,6 – ISO 1000

Esemplare maschio riconoscibile per la colorazione arancio del becco.

1/80 s @ F/5,6 – ISO 1000

Esemplare femmina, il colore omogeneo scuro rappresenta una forma di mimetismo che in molte specie caratterizza le femmine rendendole meno visibili durante la cova.

Tordela (Turdus Viscivorus), 1/640 s @ F/5,6 – ISO 1000

Quest’ultima non sono certo sia una tordela, quindi chiunque sia più pratico mi faccia sapere.

Devo dire che il primo impatto non è malvagio, la qualità delle foto soffre il fatto che siano state scattate a 1000 ISO ma dal punto di vista della nitidezza e velocità dell’autofocus non ho di che lamentarmi,. Ho notato solo un accentuata vibrazione del fuoco alla massima focale quando l’opzione All Servo è attiva ma nonostante questo la messa a fuoco è comunque corretta. Vedremo prossimamente cosa riusciremo a fare con qualche grosso mammifero… 😉

A presto!





Caldo Novembre

17 11 2008

Questo fine settimana sono stato sulle cime della Veddasca, speravo di pestare un po’ di neve come è successo due settimane fa ma il bel tempo di questi giorni ha sciolto tutto quello che si era depositato al di sotto dei 1900 metri, lasciando solo qualche sporadica chiazza. In compagnia di un gruppetto allegro e rumoroso di ragazzi avevo già messo in conto che saremmo stati fortunati al solo avvistamento di qualche ungulato e mi ero messo l’anima in pace. Tra l’altro il caldo di questa settimana sta tenendo gli animali ancora alti, il nostro percorso rimaneva in quota ma non abbastanza. Così il sabato sera passato in bivacco è stato dedicato  ad una buona polenta, al tramonto alla luna ed alle stelle:

Canon 20D, Sigma 24-70 Ex-Dg 2,8 Macro: 1/100 sec @ F/4,5 ISO 200

Canon 20D, Canon 400 mm USM L f/5,6: 1/125 sec @ F/18 ISO 200

Canon 20D, Sigma 24-70 Ex-Dg 2,8 Macro: 30 sec @ F/5,6 ISO 200

Come potete leggere dai dati di scatto, fotografare la luna è come fotografare un corpo grigio neutro, l’esposizione corretta la otterremo ad 1/125 sec F/16 ISO 100, basterà giocare di uno o due stop per mettere in risalto i crateri, i mari oppure il profilo luminoso. Un buon cavalletto e l’utilizzo dell’autoscatto aiuta ad ottenere i risultati migliori, se poi vogliamo essere maniaci della nitidezza: usiamo lo scatto remoto ed il sollevamento preventivo dello specchio. Purtroppo, o per fortuna..la polenta e la compagnia erano talmente buone che siamo usciti a fotografare quando la luna era già alta in cielo, la luce riflessa non era l’ideale per immortalare la volta stellata, sarebbe stato meglio sfruttare il primo buio, quando il nostro satellite non era ancora sbucato da dietro le montagne.

La domenica ha riservato alcune sorprese, prima fra tutte un ciacolare sommesso che tanto ricorda il verso della coturnice. Esaltati all’idea di incappare in una brigata di questi tetraonidi, sbuchiamo con la testa al di sopra di un crinale ed uno stormo di 30-40 uccelletti si sono alzati in volo da terra spostandosi di una cinquantina di metri più in là…altro che coturnici! Erano dei non identificati volatili che in pieno controsole facevano lo stesso verso della coturnice!! Insomma ci hanno preso per il naso!

Canon 20D, Canon 400 mm USM L f/5,6: 1/500 sec @ F/5,6 ISO 200

Lungo la cresta che stavamo seguendo non è raro incontrare qualche camoscio ma tra il caldo e gli schiamazzi questo è tutto quello che abbiamo portato a casa:

Canon 20D, Canon 400 mm USM L f/5,6: 1/1600 sec @ F/5,6 ISO 200

In compenso, lungo una rasata frequentata dai cervi, due timidi caprioli risalivano la montagna facendo capolino di tanto in tanto tra un gruppo di arbusti e qualche albero, l’erba piegata dal freddo era ancora coperta di brina. Inquadro, li seguo, li seguo…tac! Due brevi raffiche tra un albero e l’altro giusto per portare a casa un paio di foto ambientate.

Canon 20D, Canon 400 mm USM L f/5,6: 1/250 sec @ F/5,6 ISO 200

Canon 20D, Canon 400 mm USM L f/5,6: 1/250 sec @ F/5,6 ISO 200

Come sempre, se avessi rinunciato e messo la fotocamera nello zaino, avrei perso queste occasioni.

A presto!





Campionato Italiano di Fotonaturalismo 2008

20 09 2008

Si chiama Alessandro Salvini di S.Pietro Belvedere (Pi) il nuovo Campione Italiano di fotonaturalismo, vincitore con l’opera ” Duello Aereo” che potete osservare subito sotto.

Complimenti ed auguri ad Alessandro!

Il prestigioso titolo che si rinnova ogni anno viene assegnato da una giuria di esperti fotografi/giornalisti del settore, istituita dal Circolo Fotografico di Arno, Swarovsky Italia e patrocinata da WWF, LIPU, EBN e Nikon School. Complimenti anche atutte le opere ammesse ed ai vincitori delle singole sezioni, vi invito a gurdare il sito http://www.foto-natura.it/index.htm e rifarvi gli occhi sulle meravigliose immagini.

A presto.





Controllare il territorio

28 08 2008

Controllare il territorio: ovvero dedicare del tempo alla fotografia senza fare foto.

Uno degli aspetti essenziali nel fotografare fauna in libertà, è conoscere molto bene il territorio: alcuni animali rimangono bene o male nella stessa zona durante tutto l’anno, altri si spostano stagionalmente, addirittura anche nell’arco di una singola giornata la mattina si trovano in un posto e la sera in un altro. Per comprendere come e dove osservare esistono essenzialmente due strade, camminare oppure ingaggiare delle spie!!

  • Camminare, battere la montagna in lungo e in largo, porre attenzione alle tracce lasciate dagli animali e seguirle fuori dal sentiero; fare attenzione agli escrementi, saperli riconoscere, osservare gli alberi, i rami spezzati e mangiati, dedurre dalla loro altezza e tipologia chi potrebbe essere passato di li. Conoscere i punti d’acqua, quali si asciugano durante la stagione estiva e quali no. Tutto questo è solo una piccola parte di quello che dovremmo imparare ad osservare durante ogni singola passeggiata, anche il giretto del dopo cena nella radura dietro casa può riservare delle ottime sorprese. D’altra parte è vero che non si può girare sempre senza una meta ed una minima idea dell’ambiente prediletto dall’animale che stiamo cercando aiuta a fare una cerrnita dei luoghi. Per questo motivo è essenziale avere una minima infarinatura sull’etologia della fauna locale così come trovare il tempo ( ed il piacere) di uscire a delle ore del giorno insolite ai più: la mattina presto ed il tardo pomeriggio. Personalmente quando voglio fotografare arrivo sul posto quando è ancora buio se devo stare in appostamento oppure, poco prima che albeggi quando faccio caccia vagante, al contrario la sera dalle 17 a quando viene buio completo è tutto tempo buono. Se invece voglio controllare delle tane oppure esplorare una nuova zona, cerco di ritagliarmi una giornata od una mezza giornata, sfrutto le ore centrali per avere più luce e per non disturbare gli animali durante le ore di massima attività (la mattina presto e la sera). Se individuo un particolare che mi suggerisce la presenza di qualcosa allora mi fermo o torno nei giorni successivi per appostarmi. Anche quando si è in macchina la sera tardi, procedendo a velocità moderata si possono individuare tutti i punti di passaggio utilizzati da volpi, tassi ed ungulati come cervi e cinghiali per spostarsi e da questi risalire alle zone potenzialmente utili.
  • Avvalerisi di spie fidate: creare relazioni con chi abita in zone distanti dalle vostre e che può ogni giorno tenere d’occhio gli animali ed i loro spostamenti, gli orari del giorno e le attività insolite. In questo modo si demanda tutta la fase di controllo lasciando liberi di concentrarci altrove senza occupare il tempo di altre persone che si limitano a riferirvi solo ciò che vedono.

Tutte queste operazioni diventano ora più importanti che mai per poter arrivare preparati all’autunno, le foglie cadranno lasciandoci liberi di vedere molte più bestie e gli animali stessi si avventureranno di più in campo aperto ed a quote inferiori per cercare nuove risorse alimentari. Se sappiamo già quali prati e radure occupano cinghiali e caprioli di certo avremo delle maggiori possibilità.

Le sere di questa settimana sono state dedicate proprio a questa attività di controllo ed alla relazione con nuovi controllori: quel che ne è risultato è stato una nuova pozza frequentata dai cinghiali, un controllore che sta osservando una famiglia di caprioli, una tana di tasso ed una di volpe ed un paio di nuove radure. Come sempre la fotocamera ed un tele leggero è bene averli con se anche in queste occasioni, così ecco un paio di scatti sono saltati fuori:

Fagiano femmina probabilmente affetto da androginia

Capriolo maschio nel prato nuovo

Scoiattolo ( Sciurus Vulgaris) sopra la nuova pozza frequentata dai cinghiali





Chi si accontenta gode!

21 08 2008

Questa mattina alzataccia per andare in capanno con il buon Alessio, peccato che come accade spesso durante la caccia fotografica, le ore passino senza che si muova una foglia; sarà che le scorse settimane i caprioli hanno dato troppe occasioni? Spero di no! Anche perchè prima che inizi la caccia con il fucile volevo giocare le mie carte in altri due o tre posti. All’apertura purtroppo gli animali saranno talmente diffidenti che sarà più difficile fotografarli. Sta di fatto che abbiamo visto solo un bel capriolo saettare tra gli arbusti e nulla più: usciamo dal capanno ed in punta di piedi, sarebbe meglio dire in punta di scarpone, ce ne andiamo cos’ì come siamo venuti. Nel frattempo la pancia brontolava e prima di tornare a casa ci siamo fermati per un ottimo cappuccio e brioches pera e cioccolato che oramai è diventata una tradizione del dopo appostamento. D’altra parte si fotografa in compagnia per rilassarsi e divertirsi, se poi ci aggiungi il piacere della tavola non puoi che ottenere un fotografo felice ed una giornata radiosa.

Tanto che, rinfrancati dalla colazione, la vena fotografica ha preso il sopravvento lasciando spazio ad un paio di divagazioni artistiche nel mondo degli insetti:

A pochi chilometri da casa, dove le abitazioni costeggiano il fiume Tresa, è giunta la ghiotta occasione: un bellissimo airone in procinto di spiccare il volo;

Mi spiace per la composizione sacrificata da poco spazio alla destra del soggetto, questione di attimi: inquadri, esponi e ….non ti resta che il tempo di scattare! 🙂

In questi casi mi viene sempre in mente una frase di Guido: “Devi scegliere quale carta giocare, ed una volta che l’hai messa in tavola, giocarla fino all’ultimo” ed effettivamente è così, fotocamera sempre pronta fino a quando non entri in casa, l’occasione di una giornata altrimenti senza profitti arriva se sei preparato!

P.s.: ovviamente è il caso di cambiare anche la foto del mese, scusate il ritardo!!

Matteo!